Politiche ambientali e programmazione Nel campo della programmazione politica, l’attenzione è stata rivolta verso: 1) la necessità di una organizzazione “ombrello” che colleghi in rete tutte le realtà europee in una forma orizzontale e volontaria; 2) la complessità e la contemporanea mancanza di linee guida per l’attuazione locale dell’Agenda 21; 3) la questione che l’educazione è stata ridotta a “servizio” (dominando eccessivamente l’approccio strumentale); 4) le modalità di gestione della partecipazione pubblica e della cittadinanza contro l’enorme rischio dell’indifferenza. Nel campo della ricerca l’attenzione è invece stata rivolta verso la necessità di: 1) essere più critici verso la produzione di conoscenza parimenti ai metodi e alle metodologie impiegate; 2) creare un collegamento più stretto tra la ricerca nell’ambito della EA e i mutamenti sociali (per esempio sul tema della povertà); 3) un approccio interdisciplinare che travalichi i diversi campi di ricerca. Infine, nell’ambito dell’educazione vera e propria, lo sviluppo di nuovi approcci resta problematico (per via dell’opposizione conservatrice nei confronti dei cambiamenti) dal momento che persiste una profonda distanza tra risultati teorici e concreti avanzamenti nell’attuazione pratica dell’EA. Così come accade per gli interventi educativi non tradizionali, questi sembrano meno efficaci rispetto alla modificazione degli atteggiamenti e al cambiamento delle abitudini.
Mass media e comunicazione La questione dei media è stata sempre presente nel processo di coscientizzazione pubblica delle tematiche ambientali. Questo ha comunque subito nel tempo un cambiamento da un approccio “attivista” (tipo: incatenarsi agli alberi) ad uno più informativo (scientifico). Nonostante le cattive notizie continuino a essere quelle che si “vendono” meglio, il ruolo dell’EA deve anche essere quello di dare alla gente delle speranze (per esempio presentando sia il problema sia la soluzione). Sebbene la dimensione mediatica sia essenziale per comunicare l’EA al pubblico, anche altri enti dovrebbero prendere parte in questi processi (ad esempio scuole e ONG). La partecipazione di diversi soggetti nell’EA potrebbe condurre a una significativa riduzione sia della disinformazione del pubblico in ambito ambientale sia di un’eccessiva dipendenza mediatica, riscontrata in diversi Paesi. Mentre aumenta la distanza tra dibattito scientifico e opinione pubblica, occorre rendere la scienza accessibile ai non addetti ai lavori. La necessità di rendere più coscienti le persone attraverso l’aumento della loro conoscenza delle problematiche ambientali può essere supportata attivando delle collaborazioni tra vari attori sociali (media, mondo scientifico e industriale, ONG ambientaliste).
Attivismo ambientale e cittadinanza Acquisire conoscenza e cambiare gli atteggiamenti non è sufficiente per determinare la necessaria trasformazione dei comportamenti verso l’ambiente. Una buona parte delle azioni umane non sono né coscienti né razionali. Per questo l’EA deve esaminare la formazione delle persone in una prospettiva olistica e integrare gli aspetti fisici, psicologici, sociali e spirituali tra loro. È necessario considerare i valori etici impliciti nel linguaggio quotidiano e negli strumenti scientifici, e adottare nei loro confronti un atteggiamento critico. Questi sono solo una parte dei molti aspetti che contano nell’integrazione dell’EA. La premessa fondamentale è non perdere di vista come le esperienze dirette siano necessarie a sviluppare un senso di realtà. Dobbiamo anche ricordare che l’obiettivo della formazione ambientale non è tanto acquisire abilità – intese come specifiche e rigide modalità di soluzione dei problemi – quanto sviluppare competenze che permettano agli individui di trovare le loro risposte seguendo modalità creative e flessibili. Risulta centrale per queste competenze sapere come comportarsi con la società civile. La partecipazione della comunità ai processi decisionali è essenziale per avere la sicurezza che i piani non esistano solo sulla carta ma anche nella realtà. Le soluzioni devono emergere dalla mobilitazione delle potenzialità delle persone che vivono nei posti in cui esistono i problemi che si tenta di risolvere. Il processo pedagogico richiede di stabilire una relazione equa e orizzontale di cooperazione e reciprocità al posto della relazione verticale di autorità e dipendenza. Questo mette alla prova sia i tecnici che lavorano con quelle comunità, sia i politici, perché ciò richiede una nuova cultura , realmente democratica nella quale sia riconosciuto il valore intrinseco delle persone. I politici non sembrano ancora essersi resi conto dell’utilità della partecipazione pubblica nello sviluppo e nella gestione delle questioni e delle tematiche ambientali. Per promuovere una cittadinanza ambientalista si deve investire nel formare la popolazione affinché le informazioni siano accessibili a tutti e per permettere una partecipazione democratica nella gestione dei beni pubblici. Solo allora il bene comune potrà prevalere sugli interessi che conducono ad un rapporto con il nostro pianeta non sostenibile.
Attività locali Sono stati presentati vari progetti di EA applicata all’interno dei quali il processo educativo era centrato sui partecipanti. Questo approccio abbandona il classico rapporto gerarchico autoritario con la popolazione e al contrario investe in un approccio al lavoro cooperativo, inserita in un’ottica integrativa di sistema. Questi progetti perseguono l’obiettivo di creare le condizioni in cui la popolazione esprima le proprie potenzialità, diventando attori sociali invece di soggetti passivi, prendendo il controllo delle decisioni e monitorando la sostenibilità delle attività che influenzano le loro vite. La componente emozionale gioca in tutto ciò un ruolo rilevante perché il processo di cambiamento parte dal rispettare i sentimenti delle persone. Sono inoltre state presentate numerose tecniche metodologiche che possono essere integrate in progetti di EA.
Agricoltura e turismo sostenibili L’EA sembra essere in un periodo di transizione verso un’educazione per lo sviluppo sostenibile. È interessante notare come la parola ambiente scompaia quando l’attenzione viene rivolta allo sviluppo sostenibile. Molti dei partecipanti hanno avanzato perplessità al riguardo, non avendo chiari i termini della questione, e hanno mostrato un certo scetticismo. Alcuni hanno identificato il problema con la “Agenda della sostenibilità” e si oppongono a questo trend globalizzato. Dunque è importante sviluppare strumenti analitici per indagare e valutare le relazioni esistenti tra l’educazione e lo sviluppo sostenibile. Esistono anche differenti definizioni e idee di sostenibilità che devono essere chiarite, di concerto con la necessità di porre ulteriori domande di tipo filosofico e politico sull’argomento. Sono stati presentati alcuni casi di studio di eco turismo e agro turismo ed è stata discussa in questa sessione l’importanza dell’EA. Il turismo, inteso come un’industria chiave dell’attuale forma di sviluppo economico di diverse nazioni, ha generato tre tipologie di domande – sulle attività economiche, la pianificazione e l’ambiente – che hanno posto l’EA in un inedito ruolo centrale in questo campo. Sono state espresse alcune tendenze, una delle quali è il paradosso dell’impatto ambientale dell’eco turismo che si può trasformare in una minaccia per i tesori ambientali che si propone di promuovere. Il turismo in ecosistemi il cui equilibrio sia particolarmente delicato emerge dunque come una pratica per un verso problematica, ma per un altro come una possibile soluzione per l’integrazione di progetti locali di EA. Questo è certamente il risultato di un approccio che intende il turismo come un’attività con una forte componente educativa esplicitabile. In questo campo sono stati sviluppate le certificazioni ambientali, i sistemi di auditing e management, e i corsi di EA, ma quello che ancora manca è la formazione per il personale assieme a un forte collegamento e coinvolgimento delle comunità locali. L’attenzione è stata riposta sul forte legame tra turismo, agricoltura e EA e sono stati presentati alcuni casi di studio e linee guida al riguardo della loro prossimità. È stata inoltre discussa l’ipotesi che l’EA venga introdotta come materia di studio nei vari corsi di studi universitari collegati al turismo e all’agricoltura – cosa peraltro già in atto in alcuni paesi.
Economia e sostenibilità In opposizione alle catastrofiche e pessimistiche visioni della qualità dell’ambiente considerate dominanti nell’EA, i rappresentati del mondo dell’impresa hanno presentato una pragmatica e ottimistica visione supportata da una radicata fede dell’innovazione scientifica e tecnologica. Il commercio è spesso visto in termini di sfruttamento delle risorse naturali o di inquinamento ambientale, conseguenze queste delle attività economiche industriali. Se per alcuni lo sviluppo economico significa sempre un certo degrado ambientale, incomincia ad emergere un consenso generale rispetto alla necessità di migliorare l’ambiente senza recare danni all’economia. Sembra chiaro che è possibile armonizzare sviluppo economico con la protezione dell’ambiente, ma solo attraverso una transizione graduale. Questo spostamento si sta già realizzando attraverso approcci preventivi e forme di management integrato – il mercato in cerca di eco-efficienza, ovvero efficienza produttiva di pari passo con efficienza ambientale – e attraverso forme di produzione e consumo sostenibili. Sono state sottolineate le responsabilità sociali delle organizzazioni e il ruolo centrale delle associazioni industriali e finanziarie, sia a livello nazionale sia internazionale. Alcune aziende hanno già iniziato a far comparire all’interno del mercato segnali positivi di quella che potremmo definire una nuova “cittadinanza aziendale”. I rappresentanti delle imprese hanno espresso la necessità di garantire una componente di EA ad ogni livello della formazione professionale svolta in azienda (attraverso una regolazione così come è già presente in alcuni paesi). Quindi l’EA è stata riconosciuta e presentata come uno strumento chiave nel processo di sviluppo economico e generatrice di una modificazione del paradigma economico attuale. La discussione ha sottolineato l’importanza dell’EA come rinforzo dei sistemi educativi, nonché l’importanza dello sforzo di renderla più oggettiva e scientifica per prevenire approcci dogmatici, soggettivi e manipolativi. Il ruolo delle scuole è fondamentale, ma è stata espressa l’opportunità di non offrirne varianti “fondamentaliste“. La necessità di educare alla cooperazione e all’ascolto delle ragioni altrui senza dogmi è stato espresso con grande chiarezza. L’importanza della cooperazione tra ONG, imprese e enti pubblici è stato allo stesso modo sottolineato. Come priorità di una prospettiva particolare, i rappresentanti del mondo del lavoro hanno espresso l’importanza e la necessità che l’EA si occupi di: educare i consumatori; educare le imprese, introducendo difesa ed educazione ambientale come concetti economici; educare i politici.
Comunicazione L’EA sta producendo un impatto insoddisfacente sulla società e deve perciò prendere in considerazione un ri-orientamento e una modernizzazione. Queste modifiche devono considerare le tematiche della sostenibilità, sviluppare società ed economia, salvaguardare la qualità e incrementare la complessiva efficacia della comunicazione. La complessità del tema ambiente è stata distinta in quattro livelli (scientifico, sociale, politico e educativo). Durante l’intera sessione sono stati discusse diverse modalità per promuovere l’EA con il supporto di tecniche comunicative-informative. Sono stati suggeriti approcci di apprendimento attivi piuttosto che passivi (ad esempio l’uso dei cartoni animati, lavori sviluppati nelle scuole da ONG per aumentare il contatto con la realtà) con l’obiettivo di contribuire a una più effettiva valorizzazione educativa dell’ambiente e per rendere capaci le persone di gestire i problemi che li circondano. Nonostante ciò, ci sono alcune difficoltà relative alle risorse delle EA, che forzano l’applicabilità di nuovi e diversi metodi di apprendimento. È stato dimostrato come la cultura influenzi l’idea che una persona può sviluppare rispetto alla natura e la relazione del singolo con l’ambiente. Seguendo una simile idea sono stati spiegate l’interdisciplinarità e la trasversalità dell’EA attraverso la letteratura ed un approccio culturale. È stata inoltre discussa l’importanza dell’EA nell’ambito dell’educazione superiore e la possibilità di essere un soggetto indipendente o una materia integrativa. Nel tentativo di migliorare l’accesso all’informazione da parte dei cittadini e delle comunità sono stati creati dei centri di documentazione come strategia per migliorare la qualità educativa e istituzionale.
Valutazione e tecniche Questa sessione, molto ricca per la diversità dei contributi, può essere riassunta in due assi principali: la valutazione interna all’EA e alcune tecniche di approccio all’EA. Il primo asse ha mostrato una crescente importanza della valutazione con il passare degli anni, anche se ancora molto rimane da fare a causa della mancanza di una cultura della valutazione all’interno dell’EA. È stata posta particolare attenzione ai pochi indicatori di efficacia dei corsi di EA, e come misurare/valutare questi, presentando un discreto numero di metodologie applicabili. La peculiare complessità dell’EA ne rende la valutazione particolarmente difficile. Inoltre, il fatto che le persone che vi lavorano giungano da diversi settori, se da un lato rappresenta una fonte di arricchimento per il settore, allo stesso tempo è causa di problemi di comunicazione. Per quanto concerne il secondo asse, le tecniche dell’EA, la discussione ha riguardato lo sviluppo di materiale pedagogico applicabile a programmi comunitari o a curricola scolastici; lo sviluppo di progetti EA basati su curricola trasversali; rappresentazioni socio-culturali; lavoro sul campo. Queste tecniche si prefiggono l’obiettivo di supportare l’acquisizione di conoscenza scientifica e competenze che aiutino a comprendere l’ambiente.
Formazione degli insegnanti Nell’ambito dell’EA la formazione degli insegnanti dovrebbe tendere idealmente ad essere olistica (includendo dunque sociologia, economia, ecc.), cosa che purtroppo non avviene nella maggioranza degli ambiti di insegnamento. Negli ultimi trent’anni il numero di scuole coinvolte in progetti di EA è cresciuto. Mancando però un percorso formativo specifico molte attività di EA sono state sviluppate da insegnanti, ricercatori e dalle comunità in genere in base alle loro conoscenze specifiche. I diversi ruoli giocati da ognuno di questi gruppi si sono dimostrati tutti utili per supportare lo sviluppo dell’EA. Una possibile strategia per sviluppare le competenze degli insegnanti nell’ambito dell’EA consiste nello sviluppo di corsi di formazione per insegnanti, collegandoli alle tematiche sociali ed economiche del loro contesto di riferimento, con l’obiettivo di aiutare i futuri insegnanti a migliorare sia le conoscenze sia le competenze al riguardo dell’EA. Uno dei principali aspetti dei corsi di EA riguarda la partecipazione attiva degli studenti. I migliori risultati si sono ottenuti quando a questi è stato concesso di partecipare a tutte le fasi dei progetti (pianificazione, sviluppo, disseminazione, valutazione). È apparso evidente come ci sia un eccessivo uso di metodi statistici e strumenti scientifici per la promozione dell’EA nelle scuole, con un conseguente deficit nella considerazione dei processi sociali.
I LABORATORI
Educazione ambientale e gestione dei rifiuti Nell’ambito di questo laboratorio sono stati presentati diversi casi di studio in relazione al tema della gestione dei rifiuti. Le conclusioni: 1) si avverte la necessità di delineare un piano strategico per l’educazione ambientale rispetto ai rifiuti, che dovrebbe essere integrato in piani nazionali di EA; 2) a causa del continuo incremento della produzione di rifiuti, l’area prioritaria di questo piano dovrebbe rivolgersi ai modelli comportamentali di consumo e una sensibilizzazione rispetto alla riduzione, al riuso e al riciclo; 3) secondo i partecipanti questo piano dovrebbe essere sviluppato partendo dalla considerazione dei diversi livelli di responsabilità e dovrebbe coinvolgere attivamente il più alto numero possibile di attori sociali. Il piano di sviluppo dovrebbe essere valutato da una Commissione Indipendente di esperti.
Il ruolo dei materiali di supporto didattico nel rafforzamento della didattica ambientale Sono state presentate e discusse diverse esperienze regionali (Africa meridionale), orientando le riflessioni verso lo stato dell’arte delle pratiche di sviluppo materiale dell’EA, verso l’importanza della partecipazione dello sviluppo materiale e i vantaggi di ottiche diverse rispetto alle esperienze di sviluppo di materiali di supporto didattico (Portogallo, Italia).
Educazione ambientale e salute Alle attività di lavoro di gruppo della prima sezione, è seguita una seconda parte di riflessioni teoriche, concludendo con la presentazione del progetto sviluppato dalla Fondazione Osvaldo Cruz che ha organizzato il laboratorio.
Valutazione dei corsi di EA La valutazione dei corsi di EA rappresenta un punto di convergenza di diversi diverse discipline. In questo laboratorio si sono esplorate le strutture attraverso le quali siamo soliti considerare la valutazione e sono state presentate alcune metodologie di approccio alternative.
Sviluppare forme efficaci di EA e programmi informativi: come possiamo aumentare le nostre possibilità di successo Lo scopo di questo laboratorio era di offrire agli educatori ambientali strumenti e linee guida per sviluppare e tenere corsi di EA. L’attenzione era rivolta non tanto ai materiali in quanto tali, ma al loro sviluppo e uso. |